La gestione della pioggia in pista, nella gare automobilistiche.
Se siete appassionati di Formula Uno – o, più in generale, di sport automobilistici su pista – potete certamente esserne testimoni: fino a qualche anno fa la prospettiva di poter assistere a gare in cui entrava in gioco la variabile della pioggia costituiva una significativa possibilità per aumentare spettacolo, passione e adrenalina. Non a caso, Ayrton Senna, per esempio, era il “mago della pioggia”, proprio a sottolinearne le capacità in condizioni difficili, dove la meccanica della macchina lasciava più spazio al talento del pilota. Ma oggi le cose sono molto cambiate. In peggio. Tanto che il meteo è diventato un protagonista assoluto di questi ultimi anni e non in “positivo”, per quanto appena scritto, bensì perché la pioggia porta con sé l’incubo agli spettatori di bandiere rosse, safety car, lunghissime attese e, infine, della sospensione della gara stessa.
Tutto questo è avvenuto per una serie di motivi. Il principale si può riassumere nella scarsa visibilità delle auto e delle monoposto a causa della quantità d’acqua sollevata dalle vetture, che, di fatto, rende impossibile guidare in gara con un accettabile margine di sicurezza. Per esempio, molte delle gomme da bagnato per le F1, spinte a 300 km/h, sollevano 30 litri per gomma al secondo con le intermedie e 85 litri montando le full wet: una quantità enorme, dovuta all’aumento della larghezza delle gomme stesse, deciso per aumentare la velocità delle monoposto in curva.
Alla questione delle gomme, si aggiungono poi le nuove e moderne aerodinamiche, gli assetti e le altezze da terra, sempre più ridotte, con conseguente aumento, però, del rischio di aquaplaning.
Così, se dal punto di vista dell’ingegneria delle auto e di quella delle gomme – entrambe legate alla necessità di prestazioni sui tempi – è difficile attendersi ripensamenti in tal senso, ecco che, invece, rispetto a questo problema può essere molto più utile studiare soluzioni che consentano di evacuare meglio e più velocemente l’acqua presente sul circuito.
È a questo punto che entra… in pista l’esperienza Greenpipe.

La nostra gamma BG-FILCOTEN® ONE si presenta con canale e griglia in un unico pezzo, realizzati con il materiale più innovativo a disposizione sul mercato, il BG-FILCOTEN HPC (High Performance Concrete). Il design del sistema “maschio-femmina”, pensato per il BG-FILCOTEN® ONE, garantisce l’accoppiamento ottimale di un elemento con il successivo, indipendentemente dalla loro disposizione e dalla direzione di posa (verso destra o verso sinistra), consentendo installazioni rapide e veloci. Le fessure di immissione a “S” assicurano un ingresso ottimale delle acque perché sono, allo stesso tempo, larghe per consentire una rapida immissione di elevate portate di pioggia, ma non abbastanza da permettere il passaggio di grossi detriti. Il fondo a “W” permette un perfetto deflusso dell’acqua, sia in caso di riempimento parziale che completo, oltre e un’azione autopulente continuativa. Infine, la griglia con superficie antiscivolo è perfetta per garantire una massima aderenza al passaggio, ideale per ogni tipo di veicolo, compresi i bolidi di Formula 1.
Insomma, anche con la pioggia Greenpipe è pronta a far sventolare la bandiera a scacchi!





